Tesla: razzismo sul lavoro, 137 milioni di dollari ad un dipendente

Tesla dovrà risarcire uno dei suoi ex dipendenti con 137 milioni di dollari per sisma sul lavoro, ecco tutti i dettagli in merito alla vicenda

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Secondo la giuria di San Francisco, Tesla sarà obbligata a pagare circa 137 milioni di dollari di danni ad uno dei suoi ex dipendenti. L’uomo, afroamericano, è stato vittima di discriminazione razziale all’interno della Gigafactory di Fremont, oltre che di molestie.

La giuria ha quindi ritenuto opportuno che il signor Owen Diaz venisse risarcito con 130 milioni di dollari per danni e 6,9 milioni di dollari per disagio emotivo.

Tesla ha risposto attraverso il vicepresidente del servizio risorse umane provando a minimizzare la sentenza:

Oltre al signor Diaz, altri tre testimoni (tutti dipendenti a contratto non di Tesla) hanno testimoniato al processo di aver sentito regolarmente insulti razzisti nello stabilimento di Fremont (inclusa l’n-word, cioè niger). Mentre erano tutti d’accordo sul fatto che l’uso di queste espressioni non fosse appropriato sul posto di lavoro, erano anche d’accordo sul fatto che la maggior parte delle volte pensavano che queste parole fossero usate in modo “amichevole” e di solito da colleghi afroamericani. Hanno anche detto alla giuria dei disegni a sfondo razzisti nei bagni, che sono stati rimossi dal nostro personale.”

Diaz avrebbe presentato reclami scritti ai suoi supervisori, tutto documentato. Non si è però mai lamentato degli insulti razzisti finché non è stato assunto a tempo pieno dall’azienda.

Le tre volte in cui il signor Diaz si è lamentato delle molestie, Tesla è intervenuta e si è assicurata che le agenzie del personale intraprendessero un’azione reattiva e tempestiva: due appaltatori sono stati licenziati e uno è stato sospeso. Lo stesso signor Diaz ha testimoniato di essere “molto soddisfatto” dei risultati di una delle indagini e ha concordato che ci fosse un seguito a ciascuna delle sue lamentele.”