Sciopero dei benzinai: due giorni di stop a novembre

Uno sciopero die benzinai è stato anticipato in Italia per due giorni a Novembre. Dalle ore 6:00 del 6 novembre e fino all'8 novembre colonnine chiuse.

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Uno sciopero dei benzinai è stato anticipato in Italia per due giorni a Novembre. Dalle ore 6:00 del 6 novembre e fino all’8 novembre colonnine chiuse. Gli addetti protestano contro le nuove politiche fiscali del Governo e dicono stop all’erogazione per tutte le pompe stradali e autostradali del nostro Paese. Ecco cosa succederà.

 

Sciopero programmato dei benzinai italiani: ecco la situazione

La protesta di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio è rivolta al governo che secondo quanto sottoscritto dalle varie associazioni:

“sta gravando con adempimenti inutili e cervellotici una categoria: dalla fatturazione elettronica, ai Registratori di cassa Telematici; dalla rimodulazione dell’Indice Sintetico di Affidabilità all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico; dall’invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i gestori che non ricevono da fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità”.

Non è l’unica notizia che riguarda il rapporto benzinai – carburante in quanto, nei giorni scorsi, si è discusso anche dell’aumento delle accise sul prezzo del gasolio che con la Legge di Bilancio 2020 pareggerà i conti con la benzina. Potrebbe succedere tutto a partire dal prossimo anno allo scopo di finanziare il super ammortamento per le auto con emissioni di anidride carbonica fino a 60 g/km. L’ipotesi è quella di introdurre un nuovo super ammortamento del 30% per tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, insieme agli esercenti arti e professioni che a partire dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2020, acquisteranno vetture elettriche e ibride plug-in ad uso esclusivamente strumentale, con emissioni di CO2 fino a 60 g/km.

Bisognerà attendere il via libera per l’approvazione delle proposte in emendamento. Il rischio di una salita dei prezzi in Italia è concreto e, secondo quanto stimato dal Codacons,  il provvedimento potrebbe portare ad un aumento di circa 5,15 euro per ogni pieno.