Multe fino a 400 euro se getti rifiuti dal finestrino della tua auto

Chi verrà scoperto a gettare rifiuti dal finestrino dell'auto subirà delle multe che arrivano fino a 400 euro. Ecco come verranno punite le scorrettezze.

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Chi verrà scoperto a gettare rifiuti dal finestrino dell’auto subirà delle multe che arrivano fino a 400 euro. Ecco come verranno punite le scorrettezze secondo le nuove disposizioni normative.

 

Multe fino a 400 euro: anche un semplice fazzoletto dal finestrino della tua auto potrebbe costarti caro

Capita spesso di assistere a dei comportamenti poco civili da parte degli automobilisti. Si parte da alcune scorrettezze a vere e proprie scurrilità al volante. Uno dei gesti peggiori è quello di gettare rifiuti dal finestrino in marcia o a veicolo fermo. Una consuetudine dura a morire che dimostra scarso senso civico ed igiene. Secondo una nuova indagine condotta da Direct Line pare che un italiano su tre abbia contratto questa cattiva abitudine.

Gli automobilisti non si pongono scrupoli nel gettare ogni genere di rifiuti dall’interno del proprio veicolo, come ad esempio: mozziconi di sigarette, fazzoletti usati, cartacce, avanzi di cibo e bottiglie e lattine. Una vera maleducazione ed un comportamento pericoloso che si punisce con multe fino a 400 euro. Lo Studio Cataldi ricorda le sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada e dal Collegato ambientale per chi imbratta l’ambiente gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento.

L’art. 15 del Codice della Strada vieta i seguenti atti:

 “Depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze.

insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento”. Chiunque viola uno di questi divieti è soggetto, rispettivamente, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99 oppure a quella da euro 105 a euro 422 per il getto di rifiuti dal veicolo. La posizione è stata aggravata dall’entrata in vigore della legge n. 221/2015, meglio nota come “collegato ambientale”