MotoGP: Valentino Rossi chiede più attenzione sulla sicurezza

Ad alzare la voce nel circuito MotoGP è stato proprio Valentino Rossi, il tutto dopo la scomparsa prematura del diciannovenne Dupasquier

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L’ultima tragedia capitata sul circuito durante l’ultimo weekend in Moto3 che ha visto la prematura scomparsa di Jason Dupasquier, ha scatenato sentimenti abbastanza duri da parte dei piloti del paddock.

Il tema ha riguardato dunque la sicurezza, visto anche un episodio eclatante che ha riguardato Fabio Quartararo che ha terminato il GP con la tuta aperta. Proprio riguardo a questi temi si è pronunciato Valentino Rossi, pilota di casa Yamaha Petronas:

C’è sempre troppa confusione, nelle situazioni più complicate non è mai chiaro cosa può succedere nelle due ore dopo la gara. Le regole non sono abbastanza precise e in molte cose sono lasciate al giudizio dello Steward Panel. E a volte vediamo reazioni diverse per la medesima situazione, a seconda dei piloti o delle categorie. Questo crea molta confusione“.

In seguito non potevano mancare le sue parole in merito all’episodio accaduto in Moto3:

Io ho paura quando guardo le gare di Moto3. Penso che ora sia troppo pericolosa, non riesco a godermela perché sono preoccupato. Non è un problema facile da risolvere, ma l’organizzazione dovrebbe parlare con i piloti e farlo seriamente. Dovrebbe parlare uno per uno con quelli che fanno delle cose pericolose, fargli rivedere le immagini e minacciarli di squalificarli se rifacessero una cosa del genere. Questo mi sembrerebbe il modo giusto di agire“.

Poi mi sembra che ci sia una spettacolarizzazione eccessiva della Moto3, anche sui social, con frasi tipo: ‘what a race’, ‘unbelievable, last lap with 25 riders’. Addirittura spingono per farla diventare ancora di più. E non mi sembra la scelta giusta. Questo però è un lavoro grande, nel quale la gente deve stare lì a guardare le gare e a parlare con i piloti. Però di lavorare molto non è che son tutti contenti“.

“Mi sembra che siano concentrati principalmente sulla MotoGP e dovrebbero impegnarsi di più anche con la Moto3, ma probabilmente non è abbastanza importante. C’è molta confusione nelle regole, ci sono cose che si fanno perché le chiedono le Case. Anche l’anno scorso hanno aspettato una settimana per parlare con Zarco in Austria. Dipende anche da che ora hanno l’aereo per tornare a casa domenica pomeriggio. Se ce l’hanno alle 4, allora è difficile con Zarco. Bisognerebbe prenderlo più seriamente questo tema della sicurezza”.