Mercato elettrico: dai TIR ai monopattini, ecco l’idea in stile Elon Musk dell’imprenditore italiano

Ormai tutto sta diventando eco-sostenibile nel mondo dei trasporti. Il mercato diventa elettrico nel rispetto delle norme eco-green italiane.

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Ormai tutto sta diventando eco-sostenibile nel mondo dei trasporti. Il mercato diventa elettrico nel rispetto delle norme eco-green italiane. Nonostante le limitazioni legislative alla circolazione di alcuni tipi di veicoli c’è chi crede nel sogno di un sistema che salvaguardi l’ambiente riducendo sprechi e consumi.

Di questa idea è l’imprenditore italiano Gianandrea Ferrajoli, 38 anni, la cui ambizione prende spunto dalle teorie di Elon Musk, CEO di Tesla Motors, in merito alla progettazione dei veicoli green in sostituzione delle macchine termiche su tutta la linea. I suoi progetti sono decisamente orientati al futuro. Ecco cosa sta prevedendo la sua lungimiranza.

 

Mercato del veicolo elettrico: come cambia il processo di mobilità con la nuova idea del mercato eco-sostenibile

L’italiano sembra avere un quadro chiaro della situazione. Almeno questo è quanto si evince dai suoi commenti:

“Sogno di portare una ventata di disruption in Italia, sul trasporto delle merci e delle persone possiamo fare cose enormi. Abbiamo iniziato con il trasporto a lungo raggio con l’obiettivo di eliminare tutti i mezzi a diesel entro il 2022; stiamo lavorando sull’ultimo miglio, ma dobbiamo arrivare a coprire l’ultimo millimetro per ridurre al massimo le emissioni”.

Portatore di questo cambiamento è il miliardario Elon Musk di Tesla, rispetto al quale definisce la sua nuova idea di mercato verde:

“Lo stimo perché sta costruendo aziende diverse destinate a convergere in un unico ecosistema. Mi piacerebbe fare la stessa cosa nella mobilità, per questo abbiamo investito in GoVolt, la flotta di motorini elettrici. A settembre arriveranno anche i monopattini perché bisogna allargare l’offerta e la platea dei destinatari”.

Si parte dalla piattaforme Mecar, azienda di trasporti creata con lo scopo di offrire un valore aggiunto alla logistica ed ai servizi tramite l’applicabilità degli ecosistemi IoT sull’intera filiera. Si punta quindi alla conversione totale dei messi per un progetto che nel 2019 ha conosciuto il parallelo investimento in Macingo e GoVolt, sulle quali ha così commentato:

“Si tratta di realtà già profittevoli con ricavi superiori al milione di euro. Aziende giovani su cui scommettere, interamente guidate dallo studio dei dati. E’ fantastico: diventerànno una vera mobility company perché dopo i monopattini arriverà altro”.

L’idea è quella di ridurre i viaggi a vuoto dei camion di consegna che fanno ritorno alla base senza carico. Si punta a ridurre gli sprechi ed a consegnare spendendo molto meno nel rispetto dell’ambiente. Questa l’idea di Macingo, start up calabrese ispirata all’esperienza Uber e BlaBlaCar in cui converge il core business del trasporto persone e merci. Su GoVolt, dice:

era una società che noleggiava motorini, poi con il suo approccio digitale si è trasformata e continuerà a farlo. Magari arriveremo al peer to peer sulle auto dei privati: chi va in vacanza in treno o in aereo potrebbe mettere la sua macchina a disposizione di altri anziché lasciarla parcheggiata per una o due settimane”.

“La chiave del successo – spiega l’imprenditore – è la capacità di far funzionare l’intero ecosistema. Penso, per esempio, ai furgoni elettrici che di notte si muovono per riparare o sistemare motorini e monopattini e sarà sempre di più lo stesso con i camion. Noi ci stiamo attrezzando proprio per questo”.

Gli attuali standard europei impongono una riduzione netta delle emissioni apri al 30% entro il 2030. Obiettivo troppo ottimistico per certe realtà imprenditoriali ma una nuova sfida per Mecar, che vuole essere il primo ad abbracciare il cambiamento.