Incentivi: in arrivo 18.000 Euro per il mercato auto in Italia

In Italia si pensa ad un nuovo step per gli incentivi promossi dal Ministro Costa. Si parla dei cosiddetti sussidi dannosi che diventano denaro spendibile.

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In Italia si pensa ad un nuovo step per gli incentivi promossi dal Ministro Costa. Si parla dei cosiddetti sussidi dannosi che diventano denaro spendibile. Il Ministero dell’Ambiente sta studiando una proposta per interrompere quattro sussidi ambientali dannosi (SAD) per convertirli in incentivi in uso per le auto elettriche. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

 

Incentivi auto da sussidi dannosi: le ultime novità

L’Italia è diventata il centro della mobilità elettrica dopo anni di riluttanza verso le novità del settore. Con il DL di Agosto si è votata la fiducia per lo sblocco dei bonus fino a 10.000 Euro. Ma a quanto pare era solo l’inizio di una catena di eventi che potrebbe condurci alla totale elettrificazione nazionale.

Infatti ciò che è stato fatto potrebbe non essere ancora abbastanza. Al tavolo delle trattative rientrano in gioco i cosiddetti SAD che ogni anno costano alla nazione qualcosa come 20 miliardi di euro. L’idea del Ministro sarebbe quella di chiudere questo capitolo, girando la cifra risparmiata in incentivi che promuovano comportamenti più ecosostenibili.

Si propenderebbe per un incentivo ragionato che introdurrebbe disparità a seconda di alcuni parametri. Per esempio, un cittadino che acquista un’auto con emissioni tra 0 e 30 grammi di CO2 per km (ovvero elettrica), con un reddito Isee fino a 30.000 euro, si vedrebbe corrisposti 18.000 euro, rottamando una Euro 0, 1 o 2. In seconda fascia tra 30.000 e 60.000 di reddito, riceverebbe 15.000 euro, e infine in terza fascia, tra 60.000 e 100.000 euro, avrebbe un incentivo di 13.000 euro. Rottamando invece una vettura Euro 3, 4 o 5, il contributo sarebbe di 12.000, 10.000 e 9.000 euro.

Per le ibride plug-in, con emissioni 31-60 gr/km, il massimale sarebbe di 8.000 euro e il minimo di 3.000 euro. Per entrambe le tipologie di vetture ci sarebbe sempre il limite del prezzo di listino di 50.000 euro IVA esclusa. per il Diesel ci sarebbe una graduale parità di accise con il benzina da attuare nell’arco di un aumento previsto in 10 anni sul prezzo del carburante da 628,5 euro per mille litri a 728,4 euro per mille litri nel 2030.