Incentivi Auto: addio rifinanziamento, polemica da Federauto e UNRAE

UNRAE e Federauto si scagliano contro il Governo reduce dal mancato sblocco dei nuovi incentivi previsti per l'acquisto di nuove automobili in Italia.

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UNRAE e Federauto si scagliano contro il Governo reduce dal mancato sblocco dei nuovi incentivi previsti per l’acquisto di nuove automobili in Italia. Manca il rifinanziamento dopo il Decreto di Agosto. La scelta vanifica oltremodo i benefici sinora ottenuti dalle associazioni e rischia di mandare al collasso il settore dei motori. Ecco cosa è stato detto al riguardo.

 

Addio incentivi auto: Governo dice NO

Il settore auto vale il 10% del PIL italiano con il Governo che non intende date una mano alle PMI italiane. Le agevolazioni per le auto nella fascia 91-110 g/km di CO2 sono andate esaurite rapidamente e a breve termineranno anche quelle per le auto della fascia 61-90 g/km. Sembra che si possa parlare di “porta in faccia” dopo quelle che sono le ultime considerazioni fatte:

 

“Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL. Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito IVA, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’IPT.

I dati diffusi nei giorni scorsi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi sono la dimostrazione tangibile di quanto sia stato efficace questo strumento. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l’11% in meno.”