Formula 1, il ritorno in Suzuki non ci sarà per Davide Brivio che smentisce

Davide Brivio smentisce le voci che parlavano di un suo ritorno alla Suzuki in MotoGP, non ci sarà quindi la marcia indietro che qualcuno si aspettava

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Molte voci si stavano seguendo durante gli ultimi giorni in merito ad un eventuale rientro in MotoGP da parte di Davide Brivio. Quella che è stata definita come una figura molto importante per Alpine, dunque non farà marcia indietro. Suzuki aveva aperto alla possibilità “lo accoglieremmo a braccia aperte, ma ha un contratto di un altro anno con Alpine“. Secca la replica da parte di Davide Brivio: “Ne sento parlare ma non ne so nulla visto che ho un impegno con Alpine”. Questo fa dunque pensare che resterà in Formula 1.

Questi sono alcuni estratti dell’intervista da parte di Automoto.it:

“Avrei detto subito di sì, poi ci ho pensato su e ho chiesto lumi, spiegazioni. In cuor mio mi sarebbe sempre piaciuto lavorare in F.1, già una decina di anni fa mi era passato per la testa. Io ho lavorato tanti anni in MotoGP, ma mi è sempre piaciuto curiosare un po’ in giro e la F.1 rappresentava quel mondo in cui imparare, scoprire alcune cose da traslare nel mondo delle moto. Si parla di ispirazione, non copiare perché fra moto e auto non è possibile copiare sistemi pari pari. Mi ha spinto la curiosità di vedere da dentro come lavora un team di F.1, quali problemi superare e il metodo per farlo. E’ una cosa che avevo dentro da tempo. Infatti, quando potevo un salto nel paddock lo facevo volentieri, ma era difficile trovare il pass per accedervi, forse così ho risolto il problema in un altro modo!”ù

Un pensiero anche in merito a quelle che sono le differenze e le analogie tra MotoGP e Formula 1:

“Di sicuro la MotoGP si sta avvicinando alla F.1 anche se con meno risorse e meno personale rispetto al circus. Fra simulazioni fuori pista e approccio mentale, le due categorie si sono avvicinate molto. Credo che la F.1 la grossa differenza pratica è il pit stop, ovvero la strategia di gara che costringe le squadra a dedicarvi molte energie. Quando farlo, la gestione delle gomme, i consumi della benzina. E’ una delle più grosse differenze con la MotoGP. Lì appena parte la gara è tutto nelle mani del pilota, solo con se stesso nella gestione di tutto, in F.1 c’è dietro un lavoro di squadra molto più forte e ampio. Il team è quasi in macchina col pilota, c’è uno scambio continuo di ordini, disposizioni, informazioni. Nella MotoGP fai tutto, poi tocca al pilota fare il resto. In F.1 c’è molto più lavoro di squadra visto che il pilota non è mai da solo per tutta la gara”.