Formula 1: aumentano le temperature e cresce l’importanza dei fluidi

L'aumento delle temperature in Formula 1 lascia ancor più importanza ai fluidi che vengono utilizzati per raffreddare motore e batteria

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Il Mondiale 2021 di Formula 1 sta per cominciare e a quanto pare ci sono stati dei cambiamenti riguardo alle varie caratteristiche delle monoposto rispetto all’ultima stagione. Ci sono stati nuovi vincoli che hanno portato le automobili a cambiare soprattutto sul posteriore, lasciando ancor più importanza ai fluidi che vengono utilizzati per raffreddare motore e batteria del sistema ibrido.

Il tutto perché, col cambio della parte posteriore, sono aumentate le temperature. Proprio di questo si è discusso con Giuseppe D’Arrigo, Managing Director e Group Ceo della Petronas Lubricants International

 

Formula 1: si innalzano le temperature ma è tutto sotto controllo

Avremo meno opportunità di sperimentare perché disporremo di un colpo solo per quanto riguarda l’unità termica, mentre lo sviluppo potrà continuare per tutti gli altri fluidi. C’è un dibattito in corso, per esempio, sul tema dei liquidi termici per il Kers e sul fatto che la parte elettronica debba essere o no immersa nel fluido di raffreddamento: sono due scuole di pensiero diverse, anche se personalmente ritengo che la soluzione con l’immersione sia molto più efficiente. Sono tecnologie ancora inesplorate, quindi la ricerca in Formula 1 è preziosa”. Il dialogo con le autorità di regolazione del motorsport è costante: due tecnici esperti della Petronas fanno parte della commissione Fia che sta lavorando sullo sviluppo di carburanti ecosostenibili, ricavati da biomasse o da processi sintetici, che saranno impiegati a partire dal 2025.  Sempre più essenziale, in quest’ottica, è il co-engineering, non solo con il team impegnato nei Gran Premi, ma anche con i car makers, sempre più orientati all’elettrificazione, parziale o integrale, dei loro modelli di serie. Oggi in realtà si lavora molto con i fornitori di componenti, più che con i costruttori, perché sono i primi a disporre di quelle tecnologie che i secondi impiegano per l’assemblaggio dei loro prodotti“.