Crisi dei chip: perdite per 110 miliardi di dollari nel settore automotive

La crisi dei chip sta interessando molto da vicino soprattutto il mondo dell'automotive che sarà costretto a ingenti perdite durante questi anni

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Il 2021 si sta dimostrando un anno infausto per l’intera industria automobilistica globale, la quale potrebbe ritrovarsi di fronte ad ingenti perdite. Si parla infatti di somme vicine ai 110 miliardi di dollari con un calo dei volumi per oltre 4 milioni di veicoli.

Il tutto è da ricondurre all’impatto che sta avendo la crisi dei chip riguardo alle elaborazioni di questi primi mesi dell’anno. Le previsioni sono state elaborate dalla nota società di consulenza AlixPartners, la quale ha operato rivedendo al rialzo le varie stime sull’impatto della crisi dei semiconduttori. Più specificamente sarà probabile perdere un fatturato di 110 miliardi di dollari, ovvero l’81,5% in più rispetto ai 60,6 indicati a fine gennaio. Per quanto riguarda i volumi ci saranno perdite per 3,9 milioni di unità doppiando dunque il rapporto previsto inizialmente.

Queste le parole rilasciate da Mark Wakefield, co-responsabile del reparto automotive di AlixPartners:

La crisi dei chip indotta dalla pandemia è stata aggravata da eventi che normalmente sono solo semplici ostacoli sulla strada, ma che ora sono diventati questioni di vitale importanza per il settore.” Ci sarà bisogno di grande resilienza della catena di approvvigionamento nel lungo termine“.

Oggi – dichiara Dan Hearsch, direttore automotive di AlixPartners – in un veicolo normale ci sono fino a 1.400 chip e questo numero non farà altro che aumentare mentre l’industria continua la sua marcia verso i veicoli elettrici, la connettività e, infine, la guida autonoma. Pertanto, si tratta davvero di un problema critico per il settore“.