Cinture posteriori obbligatorie: nessuno rispetta la Legge

Pochi rispettano l'obbligo di allacciare le cinture posteriori in auto e per questo cresce il numero di incidenti che coinvolgono i passeggeri.

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Pochi rispettano l’obbligo di allacciare le cinture posteriori in auto e per questo cresce il numero di incidenti che coinvolgono i passeggeri. Una abitudine che ormai è stata contratta da tutti i passeggeri delle auto da Nord a Sud della penisola italica. Le persone che rispettano tale misura sono veramente poche nonostante siano passati ormai 15 anni dalla nascita del nuovo decreto per la sicurezza in auto.

 

Cinture posteriori: non allacciarle è pericoloso

La Polstrada multa ogni anno tantissimi utenti della strada. Il numero di verbali cresce per la cinture non allacciate nei posti dietro. Un dato allarmante che secondo ACI conta oltre 300 incidenti mortali all’anno.

La scoperta di tale comportamento pericoloso è emersa grazie all’uso dei tutor e degli altri sistemi per rilevare gli eccessi di velocità. La Polizia Stradale amplifica i controlli perché i dati sulle cinture in Italia sono davvero preoccupanti, nel 2019 il numero di infrazioni è cresciuto parecchio.

Tanti anche i verbali per dispositivi alterati o ostacolati, dalla Stradale spiegano:

“Non esiste area geografica immune da questa infrazione e queste persone non calcolano che non indossarle comporta un elevato rischio di morte non solo per il possibile violento urto frontale contro il retro del sedile anteriore o laterale contro i finestrini ma non è infrequente che, al momento dell’impatto, si venga sbalzati fuori dall’abitacolo a causa della pressione e del peso che fa aprire le portiere”.

Anna Maria Giannini, docente di Psicologia forense dell’Università Sapienza di Roma e coordinatrice del centro d’eccellenza sulla sicurezza stradale dell’Ateneo, ha spiegato:

“Secondo i nostri studi i motivi per cui, dopo 14 anni, ancora molti non allacciano le cinture posteriori sono alcuni di carattere generale e altri specifico. Fra i primi, certamente, rientra il difficile rapporto di molti italiani con le regole, specialmente quelle che riguardano la circolazione stradale. La controprova è che molti le rispettano quando sanno di rischiare certamente una multa che magari comporta la sottrazione di molti patente-patente”.

Il discorso è continuato con la seguente affermazione:

“Tornando alle cinture posteriori, siccome vengono rilevate solo durante temporanei posti di blocco, non esiste una matematica certezza di prendere una multa e, così, non sono indossate con frequenza. Il secondo motivo, è che spesso questi dispositivi sono percepiti come ‘inutili intralci’. Un altro motivo è che alcuni viaggiano su due livelli mentali: conoscono la regola, l’accettano ma poi vanno su un altro binario mentale e pensano ‘tanto a me non può succedere nulla di grave’. Queste persone si credono onnipotenti e immuni, sbagliando”.

La sanzione in caso di inadempienza alle regole  da euro 81 a 326, con decurtazione di cinque punti dalla patente. Se viene multato nuovamente entro due anni, scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Se non viene allacciata da un minore, della violazione risponde il conducente. L’uso delle cinture posteriori è obbligatorio per i passeggeri che viaggiano sui taxi e sulle auto a noleggio con conducente.