Cinture nei sedili dietro: un obbligo che nessuno rispetta

Pochi accettano di allacciare le cinture posteriori a bordo degli autoveicoli. Una pratica ormai comune da Nord a Sud dell'Italia.

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Pochi accettano di allacciare le cinture posteriori a bordo degli autoveicoli. Una pratica ormai comune da Nord a Sud dell’Italia. Ad ogni modo è sempre stato e resta un obbligo di legge per qualunque passeggero. Sono veramente poche le persone che decidono di farlo. Ormai è così da 15 anni ma tutti fanno orecchie da mercante di fronte all’imposizione di sicurezza. Ecco come stanno le cose.

 

Cinture posteriori: nessuno le allaccia e si moltiplicano gli incidenti gravi

Molti automobilisti vengono multati dalla Polizia Stradale ogni giorno per non indossare le cinture di sicurezza. Lo scorso anno i verbali sono stati di più ancora del 2018, esattamente il 9.5%. Un dato davvero allarmante. In vigore dal lontano 2006, tale misura è necessaria per evitare, secondo l’eminente parere di ACI, oltre 300 incidenti mortali all’anno.

L’infrazione è stata più volte comminata grazie ai tutor per l’alta velocità, agli autovelox ed ai vari altri strumenti di segnalazione per la sicurezza stradale. La Polizia Stradale amplifica i controlli perché i dati sulle cinture in Italia sono davvero preoccupanti, nel 2019 il numero di infrazioni è cresciuto parecchio.

Tanti anche i verbali per dispositivi alterati o ostacolati, dalla Stradale spiegano:

“Non esiste area geografica immune da questa infrazione e queste persone non calcolano che non indossarle comporta un elevato rischio di morte non solo per il possibile violento urto frontale contro il retro del sedile anteriore o laterale contro i finestrini ma non è infrequente che, al momento dell’impatto, si venga sbalzati fuori dall’abitacolo a causa della pressione e del peso che fa aprire le portiere”.

Anna Maria Giannini, docente di Psicologia forense dell’Università Sapienza di Roma e coordinatrice del centro d’eccellenza sulla sicurezza stradale dell’Ateneo, ha spiegato:

“Secondo i nostri studi i motivi per cui, dopo 14 anni, ancora molti non allacciano le cinture posteriori sono alcuni di carattere generale e altri specifico. Fra i primi, certamente, rientra il difficile rapporto di molti italiani con le regole, specialmente quelle che riguardano la circolazione stradale. La controprova è che molti le rispettano quando sanno di rischiare certamente una multa che magari comporta la sottrazione di molti patente-patente”.

Il discorso è continuato con la seguente affermazione:

“Tornando alle cinture posteriori, siccome vengono rilevate solo durante temporanei posti di blocco, non esiste una matematica certezza di prendere una multa e, così, non sono indossate con frequenza. Il secondo motivo, è che spesso questi dispositivi sono percepiti come ‘inutili intralci’. Un altro motivo è che alcuni viaggiano su due livelli mentali: conoscono la regola, l’accettano ma poi vanno su un altro binario mentale e pensano ‘tanto a me non può succedere nulla di grave’. Queste persone si credono onnipotenti e immuni, sbagliando”.

La sanzione in caso di inadempienza alle regole  da euro 81 a 326, con decurtazione di cinque punti dalla patente. Se viene multato nuovamente entro due anni, scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Se non viene allacciata da un minore, della violazione risponde il conducente. L’uso delle cinture posteriori è obbligatorio per i passeggeri che viaggiano sui taxi e sulle auto a noleggio con conducente.