Car Sharing: non cambiano i dati e il 2021 è in negativo, le proposte di ANIASA

Il Car sharing sarebbe ancora in crisi rispetto al 2019, ecco alcune soluzioni da parte di ANIASA per risollevare il settore

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L’ultimo anno non era stato uno dei migliori per il servizio del Car sharing, registrando un calo del 53% per quanto riguarda i noleggi. Attualmente sembra che i risultati non siano migliorati per quanto concerne il 2021, tenendo ovviamente conto dei primi sette mesi. Ci sarebbe infatti ancora una flessione del 50% dei noleggi in meno rispetto al 2019, con una delle cause che consisterebbe nella riduzione della mobilità cittadina e allo smart working, come evidenzia ANIASA.

Gli effetti della pandemia non accennano a mollare la presa sul settore del car sharing che nei primi 7 mesi del 2021 ha registrato circa la metà dei noleggi effettuati nello stesso periodo del 2019. Telelavoro e circolazione ancora limitata nelle città sono alla base del calo. Ma non solo. Incide anche l’assenza di una reale politica di sostegno verso l’auto condivisa che può svolgere un ruolo centrale per la riduzione delle emissioni inquinanti e per decongestionare le nostre città.

ANIASA formula dunque alcune proposte per rilanciare il Car sharing come quella di abolire il canone annuale per ogni veicolo su strada agli operatori di tale servizio. La seconda proposta consiste nell’allineamento dell’aliquota IVA per il trasporto urbano delle persone al 10% e non al 22%. La terza prevede invece l’inclusione del Car sharing all’interno del buono mobilità, mentre la quarta proposta vedrebbe bene l’utilizzo di fondi pubblici per promuovere le piattaforme mobility as a service. 

Numerose amministrazioni italiane stanno pianificando piattaforme MaaS (Mobility as a Service) per abilitare l’integrazione tra le diverse opzioni di mobilità sostenibile presenti in città, disincentivando l’uso dell’auto privata. D’altro canto, però, alcune amministrazioni hanno richiesto agli operatori del mondo dello sharing di predisporre voucher scontati per coinvolgere maggiormente gli utenti nell’utilizzo delle piattaforme MaaS. Tali bonus potrebbero essere erogati tramite fondi pubblici con l’auspicio che, in un momento di crisi economica, gli operatori della sharing mobility non siano aggravati da ulteriori costi.