Bruno Giacomelli definisce la Formula 1 di oggi Scandalosa

L'ex pilota di Formula 1 Bruno Giacomelli mette a paragone le gare di ieri con quelle di oggi restano molto affezionato alla sua epoca

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Dure le parole di Bruno Giacomelli, pilota di Formula 1 che è legato indissolubilmente ad Alfa Romeo. Disputò ben tre stagioni, andando molto vicino alla vittoria, ma ora guardando al passato a scelto di parlare anche dell’attuale Formula 1. Bruno, durante un’intervista concessa ad Automoto.it, ha parlato di com’era guidare una monoposto della sua epoca:

Era più difficile secondo me perché il pilota si doveva organizzare in tutto e per tutto. Oggi è un campionato mondiale costruttori. Sono i costruttori a fare le differenze in pista, non i piloti. Le auto allora erano più difficili da guidare, avevamo il cambio manuale, nessun controllo di trazione. Un dato di fatto questo. Cambiare le marce era un’arte, non dovevi sbagliare, dovevi essere preciso al limite del fuori giri e per questo potevano esserci grandi differenze fra un pilota e l’altro. Era una F.1 completamente diversa: quella di oggi è caotica, incomprensibile per il grosso pubblico e faccio fatica a guardarla“.

Infine anche qualche considerazione in merito ai piloti del momento:

Se guardo ad Hamilton e alle sue 100 pole position la reputo scandalosa. Io ne ho fatta solo una di pole e quindi rispetto a lui devo sentirmi un cretino? Uno che ha vinto 7 mondiali vuol dire che uno come Prost che ne ha vinti 4 vuol dire che Alain non è nessuno? Se guardiamo solo ai numeri non vogliono dire niente. Se vogliamo fare l’analisi, dobbiamo considerare la carriera complessivamente, quello che ha saputo fare. Ci vorrebbe un sistema per equiparare le prestazioni, i risultati e i numeri. Nella classifica dei primi 100 piloti al mondo, io Bruno Giacomelli, non figuro affatto. Ma nel mio piccolo ho segnato un record in F.2 che nessuno ha ancora battuto. Ho il record assoluto di pole position, ho vinto tutto in F.3, campionato inglese, Montecarlo, la F.Italia e posso garantire che la F.1 non era una scampagnata di paese. Avevo 20 anni quando ho cominciato a correre. Oggi a 20 anni si ritrovano con anni di esperienza sulle spalle, vengono tutti dal Kart e la F.1 di oggi la chiamerei F.Kart con la K visto la provenienza di questi piloti. Sono giovanissimi che hanno però una esperienza incredibile, corrono da quando sono in fasce. Hanno pure la fortuna di correre in una epoca in cui le vetture e i circuiti sono ipersicuri. La sicurezza è un argomento che evito affrontare. Ho perso tantissimi amici nelle competizioni e se la F.1 ha perso tanto del suo fascino è anche per questo motivo“.