Autovelox, segnalazioni via Whatsapp: avviata una indagine contro 62 indagati

Una vicenda incredibile lega il mondo delle auto a WhatsApp. Stando ai fatti un gruppo segnalava gli autovelox in chat. Ora ci sono 62 indagati.

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Una vicenda incredibile lega il mondo delle auto a WhatsApp. Stando ai fatti un gruppo segnalava gli autovelox in chat. Ora ci sono 62 indagati. Tutto nasce da un’inchiesta vertente su un gruppo di discussione chiamato ‘Uomini immiezzu a via’ cui hanno partecipato alcuni cittadini del Comune di Agrigento. Ecco cosa è stato detto e fatto al riguardo.

 

WhatsApp segnala gli Autovelox: ecco la chat illegale sotto inchiesta

Grazie al ritrovamento casuale del cellulare di una delle persone iscritte al gruppo è stato aperto un fascicolo che tra gli indagati vede camionisti e autisti di ambulanze. Si apre un nuovo e controverso capitolo legale contro i furbetti del posto di blocco. Gli avvocati difensori potranno provare ad evitare il processo con memorie difensive o chiedendo un interrogatorio dei propri assistiti.

Trasmettere informazioni su fermi stradali o autovelox mobili è illegale. Non è come utilizzare Google Maps o altre applicazioni reperibili legalmente in rete. Tale sistema non rientra nei canoni ed è stato ammonito da Paola Vetro, pm di Agrigento che ha notificato un avviso di conclusione dell’inchiesta a partire dal commissariato di Canicattì per interruzione di pubblico servizio in concorso. In merito alla vicenda si riporta:

“Interrompevano e turbavano i servizi di controllo delle forze dell’ordine tramite lo scambio di informazioni, in maniera costante e coordinata, circa la presenza di posti di blocco sulle strade”.