Auto elettriche in Italia: ecco le proposte per incentivare la mobilità sostenibile

Per le auto elettriche in Italia si sta facendo molto. Il Governo conta di incentivare il mercato con nuove proposte per il passaggio alle green car .

0
48

Per le auto elettriche in Italia si sta facendo molto. Il Governo conta di incentivare il mercato con nuove proposte per il passaggio alle green car. Motus-E e Class Onlus sono intervenute al ministero dello Sviluppo Economico dicendo che c’è la necessitò di creare una filiera industriale italiana a fronte di nuovi incentivi economici. Ecco la situazione.

 

Auto elettriche in Italia: nuovi incentivi per acquisto e rottamazione

Il segretario generale di Motus-E, Dino Marcozzi, in occasione della discussione tenutasi al ministero dello Sviluppo Economico, ha discusso il futuro della filiera automotive in Italia dicendo che:

“La mobilità elettrica costituisce una straordinaria opportunità di sviluppo per il nostro Paese che non possiamo lasciarci sfuggire”.

Si è parlato di istituire un progetto chiamato “Missione E-Mobility Italia”, un progetto operativo che definisca regole comuni e uniformi a livello nazionale su infrastrutture, piani di mobilità, politiche di supporto dell’industria e del mercato. In sintesi, si chiede di definire un piano a lungo termine da completare nei decenni 2030 – 2050 tramite una progressiva adozione di misure idonee al progresso e-mobility.

Sono state prese in considerazione diverse idee, tutte basate sul “sostegno alla filiera industriale” che faciliti l’aggregazione delle PMI nel settore con investimenti in innovazione e formazione, anche in considerazione dei “nuovi posti di lavoro” che secondo l’associazione possono arrivare grazie a una svolta elettrica. L’associazione sottolinea:

“L’ecobonus ha rappresentato un ottimo inizio, ma va rafforzato almeno a 130 milioni. Utilizzando tutta la raccolta generata dal malus ed estendendolo a chi noleggia, non solo chi acquista. Per il finanziamento di questa misura, la proposta è di un nuovo calcolo del bollo che faccia pagare progressivamente di più a seconda delle classi emissive più inquinanti”.

Secondo il Comitato, inoltre:

“Sarebbe auspicabile che i proventi generati, ad esempio, per il riequilibrio rispetto alle benzine, con l’aumento di qualche centesimo al litro del prezzo del diesel, venissero impiegati per la creazione di una filiera italiana della mobilità elettrica”.