Auto e mercato italiano: settembre chiude al -32,7%, la situazione è critica

Secondo le ultime stime, pare che il mercato auto italiano abbia chiuso con quasi il 33% in meno: la situazione sembra molto critica

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Gli ultimi dati lasciano una fotografia di quello che è il dato in merito alla vendita delle auto durante il mese di settembre. Sono state immatricolate 105.175 auto, contro le 156.357 del settembre 2020. Tutto ciò consiste in un dato che diminuisce del -32,7%.

Inoltre il calo delle immatricolazioni rivolte a intestatari privati e netto: si tratta di un -34,4% durante il mese scorso. Nel frattempo aumenta anche la quota delle auto ibride ed elettriche, chiaramente a spese dei veicoli a benzina e diesel che sono in forte regresso.

Questo è quanto dichiarato in merito dal presidente di Anfia, Paolo Scudieri:

“Il mercato auto di settembre si conclude peggio del previsto proseguendo e accentuando il trend discendente dei mesi di luglio e agosto, un trimestre sicuramente influenzato dal perdurare della crisi dei semiconduttori, responsabile di rallentamenti e blocchi nella produzione e ritardi nelle consegne delle nuove auto. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto, con un emendamento al Decreto Infrastrutture e Mobilità Sostenibili approvato a settembre, un’estensione delle tempistiche entro le quali i venditori sono tenuti a confermare l’operazione di vendita dei veicoli incentivati tramite ecobonus. Auspichiamo per il futuro, che si delinei una programmazione delle misure di sostegno alla domanda coerente con un piano strategico di accompagnamento del settore nella transizione ecologica e su un orizzonte temporale pluriennale, così da garantire continuità al mercato”. 

Segue anche Michele Crisci, presidente UNRAE:

“Il continuo stop and go degli incentivi non aiuta il mercato dell’auto ad agganciare l’attuale fase di ripresa dell’economia nazionale e a ridurre l’handicap dovuto alla crisi dei semiconduttori. Ribadiamo il nostro appello al Governo affinché faccia rientrare il finanziamento dell’Ecobonus all’interno di una strategia di lungo periodo per l’intero settore, il cui rilancio farebbe anche aumentare ulteriormente il Pil oltre il livello previsto nella Nota di aggiornamento del Def, viceversa dal settore automotive arriverà un pesante contraccolpo. È opportuno indirizzare risorse verso un programma di sostituzione delle auto più inquinanti con vetture di nuova generazione, realizzare un piano concreto di sviluppo e attuazione urgente delle infrastrutture di ricarica ad alta potenza su tutto il territorio con specifico riferimento alle autostrade e rivedere la fiscalità sull’auto in generale e sulle auto aziendali in particolare”.