Auto e furti: +11% per quelle a noleggio nel 2019

Il furto auto rappresenta, purtroppo, una concreta possibilità per ogni automobilista finito sotto l'occhio dei cosiddetti rottamatori seriali.

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Il furto auto rappresenta, purtroppo, una concreta possibilità per ogni automobilista finito sotto l’occhio dei cosiddetti rottamatori seriali. Nel 2019 il numero di scippi al volo è aumentato per un buon 11% secondo le anali ed i trend elaborati per conto della nota ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità: Sono preferite le auto a noleggio che registrano 1.800 vetture mancate all’appello per una media di quasi 5 al giorno. Ecco ulteriori dettagli.

 

Furto auto in crescita per il settore a noleggio

Il danno stimato per i furti d’auto è di 12,5 milioni di euro con una concentrazione maggiore localizzata in Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia. Negli anni è diminuito il volume ma è aumentata la qualità dei veicoli rubati da adoperare, molto probabilmente, quali pezzi di ricambio sul mercato nero dell’Est Europa.

Grazie alle soluzioni di controllo elettronico cui sono dotate le società di noleggio il numero di furti è stato contenuto ma nonostante questo la crescita c’è stata. Nulla spaventa i ladri. Giuseppe Benincasa, Direttore Generale di ANIASA, ha così commentato a margine del rapporto:

“I nostri ultimi dati confermano e se possibile consolidano il negativo primato europeo e mondiale del nostro Paese nella graduatoria delle nazioni più colpite dalla piaga dei furti d’auto. La crisi economica degli ultimi anni ha spinto le organizzazioni criminali a puntare con crescente interesse verso questo redditizio business e, in particolare, verso la crescente flotta delle auto a noleggio a breve termine. Numeri significativi, cui si aggiungono quelli del noleggio a lungo termine e del car sharing e che portano a un totale di oltre 6.000 unità le vetture rubate ogni anno alle società di mobilità pay-per-use (lungo termine, breve termine e car sharing). Un fenomeno che in una fase di crisi acuta dell’industria turistica e di recessione economica mette a rischio la sopravvivenza di alcuni operatori meno strutturati.”